Archives for category: “the others”

Sereni, qui non si parla davvero né di migranti né di psiconauti.

I migranti dovreste essere voi lettori (cioè tu, lettore caro), gli psiconauti noi (cioè il Perottoni e la sua telespalla). La vostra migrazione riguarda lo spostamento da questo portale (ti dice un cazzo la scritta [il fu]?) a questaltro…

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 Il nostro essere psiconauti invece, al di là dell’amore per le vite immaginarie del buon Schwob, riguarda lo spostamento in essere a livello intellettuale che dovrebbe accompagnare ogni cervello in quanto tale. Cambia la faccia, cambiano i temi, cambiano le posizioni. Si abbandonano i compagni, si abbandonano le scuole, si abbandonano i principi. Perché il cambiamento, di solito, è cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza eccetera eccetera. Quelle che rimane è la mano delle merevoglie, il cuore dello spocchio, la testa di album bianco. Non stracciatevi le vesta, troverete nella colonna a destra lo spazio per inserire la mail eccetera eccetera. E’ stato bello, grazie.

Ci si vede dall’altra parte.

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siorri e siorre, il circo perottoni is proud to present the new, unico e ufficiale spazio web denominato “letteratura dal 2003 ai giorni nostri”. potrete trovarvi tutti i work del comper da 2003 a today per l’appunto, nonché a lot of short tales, aggiornate dal medesimo alla cadenza di 1 pro week per andare a formare l’ultimo brick in the wall del comper. una cura paliattiva per la vostra produzione di desiderio, ma a real cure per i vostri pensamenti e feelings.

eccovi giusto una prewiev, ma tenete bene a mente che il sito è ancora sotto l’egida del work in progress. try this at home: enjoyatelo a dovere.

 

a volte è un’immagine. altre volte una persona in carne e ossa. spesso una perdita. si tratta comunque d’un qualcosa che ricade nel registro dell’affetto, di un sentire. è un vero e proprio incontro, un alcunché che non lascia indifferenti. un evento. questa volta si tratta di una canzone. “villanelle for our time” è un componimento di leonard cohen, e nicola cattani è un individuo che l’ha incontrata. l’evento è un qualcosa che cambia, che crea la propria gerarchia. di pensieri, parole, opere, omissioni. nicola cattani ha strutturato un piano, fatto di immagini e suoni, esprimendo il rapporto con il fratello enrico per come l’ha incontrato dentro il cantato di “villanelle for our time”. il risultato è quanto di più distante dall’oggetto dell’incontro, poiché non c’è somiglianza alcuna tra la canzone del cohen e il lavoro di nicola, così come tra quest’ultimo e il legame di sangue con enrico. insomma tanto cattani e un poco poco di perottoni per questo ritorno alla regia che collassa in un limbo ottimamente reso dalla fotografia di luigi zoner. godetevelo.

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