Archives for category: “eventi, accadimenti”

Sereni, qui non si parla davvero né di migranti né di psiconauti.

I migranti dovreste essere voi lettori (cioè tu, lettore caro), gli psiconauti noi (cioè il Perottoni e la sua telespalla). La vostra migrazione riguarda lo spostamento da questo portale (ti dice un cazzo la scritta [il fu]?) a questaltro…

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 Il nostro essere psiconauti invece, al di là dell’amore per le vite immaginarie del buon Schwob, riguarda lo spostamento in essere a livello intellettuale che dovrebbe accompagnare ogni cervello in quanto tale. Cambia la faccia, cambiano i temi, cambiano le posizioni. Si abbandonano i compagni, si abbandonano le scuole, si abbandonano i principi. Perché il cambiamento, di solito, è cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza eccetera eccetera. Quelle che rimane è la mano delle merevoglie, il cuore dello spocchio, la testa di album bianco. Non stracciatevi le vesta, troverete nella colonna a destra lo spazio per inserire la mail eccetera eccetera. E’ stato bello, grazie.

Ci si vede dall’altra parte.

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O perottoni, che cazzo combini, hai cominciato con la roba che non ti si sente più neanche per scherzo, Macché, sono pulito come il sederino di un bambino, Ma gesù cristo giusto, neanche due righe sul banana trombato dalle toghe, Che possa crepare quel ladro di polli, ma non è certo lui il problema del bel paese, Neanche due righe sulle contestazioni al mario monti biasimato proprio qui ai confini dell’impero, Quel liar nosferatu motherfucker, quello sì che è un problemone toglierselo dal cazzo, ma hai ragione, neanche un rigo, Ma neanche neanche due righe sul nuovo ddl intercettazioni, uno dei temi favoriti del vecchio perottoni, Se continui di questo passo finirai per farmi lacrimare, quanti ricordi, tante persone, la mia ambiguità ah ah, che vuoi che ti dica, più che invitare fantozzianamente (venghino signori, venghino…) quel coglionazzo del senatore filippo berselli (PdL: berselli_f – chiocciola – posta.senato.it oppure on.filippo.berselli – chiocciola – studioberselli.com) e quella merdaccia della senatrice Silvia Della Monica (Pd: dellamonica_s – chiocciola – posta.senato.it) a darmi 48 ore di tempo per pubblicare una rettifica o incappare in una sanzione di 25000 euro, non so davvero che fare, Non dirmi che hai mollato le brache checcazzo per dedicarti al libro nero, Nemmeno quello, neanche lì non batto un rigo da mesi, E allora che cazzo stai facendo, ripigliati e sopratutto ripiglia in mano la penna, Caro, mi duole ammetterlo ma non è tempo per scrivere, Ma dimmi almeno, daccapo, che cazzo combini, Sto prendendo la mira caro, Stai imparando a pisciare in piedi, Affatto, me la sto pigliando con la cupola mediatica come la si definisce di questi tempi, E cioè bruci i quotidiani in piazza, Niente di tutto questo, sto cercando un ano nel quale fottere il sistema editoriale della repubblica delle banane, Eh eh, attento agli stronzi, in tutti i sensi, Già, comunque vada ne varrà la pena, ne ho piene le palle di veder sfornare generazioni di idioti incerti tra fabio volo e cinquanta sfumature del cazzo, E come pensi di raggiungere questo alto ideale se è dato sapere, Niente perle, porco, Perciò mi stai dicendo che chiudi i battenti, Ti sto dicendo che col grande freddo per lo scrivere è giunto il momento del letargo, Dunque quando ci si rivede, Quando il tempo e la voglia faranno a me quello che la primavera fa ai ciliegi, Forse è meglio se incominci davvero a pisciare in piedi… in culo alla balena perottoni, Sempre sia lodata.

a volte è un’immagine. altre volte una persona in carne e ossa. spesso una perdita. si tratta comunque d’un qualcosa che ricade nel registro dell’affetto, di un sentire. è un vero e proprio incontro, un alcunché che non lascia indifferenti. un evento. questa volta si tratta di una canzone. “villanelle for our time” è un componimento di leonard cohen, e nicola cattani è un individuo che l’ha incontrata. l’evento è un qualcosa che cambia, che crea la propria gerarchia. di pensieri, parole, opere, omissioni. nicola cattani ha strutturato un piano, fatto di immagini e suoni, esprimendo il rapporto con il fratello enrico per come l’ha incontrato dentro il cantato di “villanelle for our time”. il risultato è quanto di più distante dall’oggetto dell’incontro, poiché non c’è somiglianza alcuna tra la canzone del cohen e il lavoro di nicola, così come tra quest’ultimo e il legame di sangue con enrico. insomma tanto cattani e un poco poco di perottoni per questo ritorno alla regia che collassa in un limbo ottimamente reso dalla fotografia di luigi zoner. godetevelo.

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