benedetto perottoni… è [era] il prodotto d’un incesto, d’una violenza subita dalla creatura che lo ha partorito e nella quale da allora è incarnato. a differenza di quest’ultima, il nostro non studia non lavora non guarda la tv, non va al cinema e non fa sport. la creatura campa nel creato, legge saggistica a pacchi, presta occhi e orecchi a mostri sacri e profani di tele e pellicole, lettere e musiche. da cervantes a foster wallace, dai beatles ai battles, passando per television e fugazi. benedetto invece scrive [scriveva] e giusto questo, giacché questo determina il suo fare proprio, calando il rasoio di occam su tutto il resto. [poi lo ha calato su se stesso]

bibliografia:

anonimo, “l’eredità”, unpublished, 2000

anonimo, gesù nel paese delle merevoglie, l’impronta editrice, 2004

benedetto perottoni, attraverso lo spocchio, palazzo cosmi, 2007

benedetto perottoni, album bianco, neuma edizioni, 2011

benedetto perottoni, “il libro nero”, (2014, vol. 1 di 6, unpublished)

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trovate un modo all’interno di questo sito. ce la farete. [ma anche no]

questa non è una pippa

dulcis in fundo occorre precisare un paio di cosucce tanto amene. innanzitutto e perlopiù, come soleva dire heidegger, tutto quello che esce [usciva] dal culo del perottoni non ha carattere autobiografico. il perottoni, come summenzionato e ribadito in altre sezioni di questo lembo di rete, è [era] il frutto di un incesto, partorito dalla creatura ingravidata dal possibile. ne viene che, benché incarnato nella creatura, il nostro non può [poteva] realmente godere dell’agio d’un’esistenza in carne e ossa, per lui occorre storpiare la sentenza è colui che è nel motto è colui che scrive [scriveva], tant’è che “a differenza della creatura, non studia non lavora non guarda la tivù“, ma scrive [scriveva], “calando il rasoio di occam su tutto il resto”. dunque, conseguenza logica, la mancanza di carne e ossa proprie lo priva [privava] di qualsivoglia biografia. l’inevitabile conclusione è che dunque qualsivoglia opera firmata dal perottoni o riconosciuta dallo stesso (si veda il caso delle “merevoglie”) non è una pippa autobiografica, bensì il prodotto d’uno scrivere imbevuto di elucubrazioni, invenzioni, manipolazioni, fantasie, deliri e deliqui del perottoni scrittore. correlato di ciò è che, di primo acchitto né il perottoni né tantomeno la creatura sono protagonisti o personaggi delle opere, lunghe o corte, a firma del nostro. in seconda battuta, nessuno dei personaggi “privati” del perottoni rappresenta qualsivoglia creatura vivente o defunta che campa nel creato di diretta o mediata conoscenza del perottoni o della creatura: ogni riferimento a fatti e persone reali è una tegola dal cielo. lo stesso certo non può dirsi quando nelle opere ci si riferisce a strutture o personaggi per così dire “pubblici”. sotto questo rispetto, quando il perottoni chiama in causa un qualsivoglia personaggio pubblico, legato al mondo dell’arte piuttosto che a quello della res publica appunto, intende proprio esprimersi in favore o contro quella creatura – o struttura – reale (del quale solitamente indica il nome o quantomeno l’appellativo: come ad esempio “cassinelli impiccati”, “goldman sucks”, “porco il cristo”). ultima gatta da pelare rimane quella della paternità delle opinioni del perottoni stesso piuttosto che dei personaggi e, sotto questo rispetto, la faccenda sarà liquidata sostenendo che, in linea di massima e di principio, il perottoni rivendica [avrebbe rivendicato] la paternità delle opinioni espresse senza mediazioni (si prendano ad esempio i post della categoria “res publica”, dove il perottoni interpellato dall’anonimo dialogante esprime le sue credenze: “i negramaro appesi al palo”, eccetera), mentre lo stesso non può dirsi dell’opinare dei vari personaggi delle opere, protagonisti inclusi.