Tutti sanno che la crisi trova la sua ragion d’essere nello scoppio della bolla immobiliare a stelle e strisce, e tutti sanno altrettanto bene che nel vecchio continente i paesi virtuosi che hanno applicato i corretti tagli alla spesa pubblica e le corrette riforme al mondo del lavoro hanno subito poco o nulla il contraccolpo della crisi medesima, cosa che invece ha devastano i paesi viziosi, altrimenti detti maiali, piigs (per chi ancora non l’avesse capito, è un acronimo di PortugalIrelandItalyGreeceSpain). Tutti sanno che, come soleva dire Cartesio, il buon senso è la cosa meglio distribuita al mondo, dunque va da sé che le cicale del sud, anziché elemosinare aiuti alla formiche del nord (per adoperare la retorica da editoriale del Corriere della Sera, 22.7.2012) dovrebbero pur piegare la gobba e tirare la cinghia. Tutti sanno che, in fin dei conti, è colpa di noialtri fannulloni, incapaci di chinare il capo alle misure lacrime e sangue (vedi “a” come “austerità”) che mantengono competitivi gli altri paesi. Lo sanno tutti, perché c’è scritto sui giornali e se ne parla in prima serata alla tele, perché lo dicono i Giannino, i Giavazzi, i Boeri e gli Scacciavillani di turno, lo sanno tutti perché lo dicono tutti: occorre aprire il sedere alle riforme.

Quello che non tutti sanno però è che la scoppio della bolla non ha fatto che esacerbare i problemi strutturali dell’eurozona, e che per ogni volta che si è agganciata una moneta a una valuta più forte (rublo, pesos, etc.) si è sempre assistito al tracollo di un paese nel giro di neanche troppo tempo. E che il paese virtuoso per antonomasia, la Germania, prima dell’entrata nell’euro era una delle cicale sia dal punto di vista della produttività che da quello del debito pubblico, mentre spettava all’Italia della liretta il ruolo di formichina d’Europa in termini di produttività (una dozzina d’anni or sono, mica nel Rinascimento). Che le ricette dei Giannino e dei Giavazzi, dei Boeri e dei Scacciavillani di turno sono soluzioni che non risolvono alcun problema strutturale, perché il problema dell’Eurozona non è quello di non avere una politica fiscale omogenea, quanto piuttosto quello di essere un agglomerato di paesi privi di sovranità monetaria, costretti a indebitarsi privatamente, strozzati dagli interessi e dunque in balia degli speculatori. Quello che non tutti sanno è che l’Italia già da qualche anno ha un surplus di bilancio primario, che in quanto a fannulloni e sprechi della spesa pubblica rientriamo nella media continentale, e che anche rispettando il parametro del 60% del debito (rispetto al PIL) un paese collassa quando non può agire sulla propria moneta (vedi la Spagna dell’ultim’ora, oggidì 25.7.2012).

Ma soprattutto, quello che non tutti sanno è che questa non è una condizione irreversibile, che TINA (there is no alternative) è il nome proprio della menzogna che viene ripetuta per predisporre il popolino a piegare la gobba (di modo che una volta esausto accetti le privatizzazioni senza batter ciglio), che le lacrime e sangue sono una scelta politica, ma che è altrettanto possibile invertire la rotta, riprendere la ceduta sovranità monetaria e assumere nuovamente una posizione eretta (si calcola che con una svalutazione del 20% l’inflazione salirebbe solamente del 2%, e sarebbe garantendo una pronta ripresa del paese). Oppure, cari fannulloni, potete continuare a sentirvi in colpa e rimanere con le brache calate ad aspettare l’ennesima sculacciata dal Giannino, Giavazzi, Boeri o Scacciavillani di turno, sperando che si limitino a quello… (tutta gente che ovviamente di “lacrime e sangue” e “tirare la cinghia” non conosce nemmeno il significato)

[il preambolo de “l’abbecedario dello scempio“. concetti elementari]

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