Allora perottoni, che si dice, è da un po’ che non ti sente eh, E che ti devo dire, sono un poco in secca, poche idee e poca voglia di metterle per iscritto, e tre “pochi” in un enunciato rende bene l’idea di quanta pochezza mi stia tirando dietro in quest’estate debosciata, L’altro giorno m’è caduto il glande quando ho sentito della svendita d’un altro pezzo del caro vecchio made in italy, E a chi è toccato questo volta dopo borgo panigale, ogni volta che metto il culo sul mostro mi rode, A valentino a quanto pare, ma non quello della ducati di cui sopra, Magari non era proprio un campione di virilità, ma era sicuramente un tocco del bel paese, E non solo, leggevo due righe l’altro giorno sulla vendita progressiva di beni e servizi per far fronte alla questione del debito pubblico, Lascia stare, è una valle di lacrime, pensano di rientrare col debito svendendo beni e servizi, e non s’accorgono che mandando il pil a rotoli non ci sono mica tanti cazzi, Però ce la raccontano intanto, ma mica tanto giusta, basta buttare un occhio all’editoriale del corriere di ieri, dove il tandem succhiacazzi ha cacato una di quelle perle mica da poco, Uh, alesina-giavazzi, che mi sono perso, Calma perottoni, ora frugo un poco nella spazzatura e te la do io la prognosi dell’eurozona, Sono tutto orecchi e coglioni pronti a mulinare nelle mutande, Innanzitutto il titolo: “a che punto è la notte“, Caro, dovrebbero saperlo che per un tandem di puttane di regime la notte è lunga, Ti prego, non interrompermi, voglio cercare di rendere un sunto decente della cosa, perché il tandem succhiacazzi vuole proprio insegnare a noi italioti cosa avremmo dovuto capire dalla crisi, Ebbene, Tanto per cominciare questa retorica tipica da “colpa della crisi” e non un accenno al fatto che la crisi centra poco o niente con i guai strutturali dell’eurozona, ma tant’è, questi due geni qua articolano la loro diagnosi in cinque punti, Spara, Al primo posto: le banche, dopo aver concesso mutui con grande leggerezza, senza chiedersi se il cliente debitore sarebbe stato in grado di sostenere le rate, subiscono perdite ingenti e devono ricapitalizzarsi. Ma a quel punto trovare capitali privati non è facile, e se interviene lo Stato, il debito pubblico esplode, come è accaduto in Stati Uniti, Irlanda e Spagna. Così il credito non riprende e l’economia ristagna a lungo, Ebbravo il tandem, due dei quali si parlava di nobel che dicono che l’economia ristagna in seguito all’intervento dello stato, o sono nella più bieca malafede o proprio non hanno capito un cazzo, Al secondo posto: occorre abbandonare l’illusione che per riprendere a crescere basti un po’ di spesa pubblica, Ebbravo il tandem che ce la racconta solo a metà: la spesa pubblica è la condizione di possibilità per la crescita, e impiccarla col fiscal compact e violentarla con la mazza europea sodomizzatrice di certo non favorirà un cazzo se non la perenne svendita di beni e servizi di cui sopra, Che poi è esattamente quello che vogliono, fare i soldi coi nostri bisogni primari: comunicare, spostarsi, e nonostante fukushima arriveranno anche all’acqua passando per la sanità e l’istruzione, E’ il solito giochetto, togliere allo stato sovranità e spesa pubblica, costringerlo a rientrare col bilancio, spingerlo nella spirale di deflazione economica, portarlo a privatizzare beni e servizi affinché faccia un poco di cassa e comprargli questi stessi beni e servizi pagandoli un terzo del loro valore quando va bene: e alla fine chi ci rimette è il popolino: aumentano i biglietti ma sopprimono i treni, eccetera eccetera, Porco il signore a tutte le ore, quanto mi sta sul cazzo la questione della privatizzazione, comunque, al terzo posto: per risanare il sistema finanziario bisogna separare le banche dalla politica. In entrambe le direzioni: riducendo il potere dei politici sul sistema finanziario e l’influenza dei banchieri sui governi, Cari succhiacazzi, per risanare bisogna regolamentare in maniera ferrea, io ne capisco poco o nulla di questa cosa ma il rimpianto glass-steagall act non mi pareva facesse poi così schifo, almeno dal punto di vista della separazione tra banche di commercio e banche d’investimento di modo che il fallimento delle seconde non ricada a discapito dei cittadini, Mi pare che warren mosler nel suo intervento qui a venezia sostenesse pure che la speculazione andrebbe del tutto proibita e punto, comunque sia, al quarto posto: la crisi ha dimostrato la fragilità del progetto europeo. Finché tutto andava bene le fondamenta tenevano. Da quando è scoppiata la crisi, la costruzione traballa pericolosamente. […] È ormai chiaro che l’euro non si salverà con scorciatoie e tappabuchi come gli eurobonds o i fondi salva-Stato. Affidare il salvataggio dell’euro alla speranza che le «formiche del Nord» salvino «le cicale del Sud» socializzando i loro debiti è ingiusto, politicamente impossibile, ma soprattutto non servirebbe a nulla. Un salvataggio senza una maggiore integrazione politico- economica dell’eurozona avrebbe solo l’effetto di dare alle cicale la possibilità di rimandare riforme già troppo a lungo procrastinate. Dopo di che le tensioni tra Sud e Nord riesploderebbero con più forza. L’euro si salva (se si vuol farlo) con un piano coerente di medio termine di integrazione bancaria, fiscale e politica dell’eurozona. Ciò non significa gli Stati Uniti d’Europa, ma un’architettura coerente che permetta all’unione monetaria di funzionare. Una prima decisione, dopo aver affidato la vigilanza bancaria alla Bce, potrebbe essere un primo passo nel trasferimento della sovranità sui propri conti pubblici. Ad esempio si potrebbe decidere (seguendo una proposta che è stata avanzata in Germania) che se un Paese non rispetta gli obiettivi sui conti pubblici, la nuova legge finanziaria che si renderà necessaria (incluse le riforme indispensabili per renderla credibile) non sarà scritta dal governo di quel Paese, ma dalla Commissione di Bruxelles, e non sarà votata dal suo Parlamento, ma dal Parlamento europeo (una proposta che dovrebbe però essere accompagnata da un rafforzamento della credibilità dell’istituzione di Strasburgo). […] È ciò che Angela Merkel ripete da tempo: siamo pronti a correre dei rischi, ma solo a fronte di progressi concreti nel trasferimento di sovranità, Non ci sono nemmeno bestemmie da adoperare come intercalare per ribattere a un discorso siffato, “dare alle cicale la possibilità di rimandare riforme già troppo procrastinate” è una cosa fuori dal mondo: ancora a parlare di tagli, di riforme, di mangiare merda, di sofferenza inutili, e tutto perché “l’euro si salva con un piano coerente…”: ma che cazzo dite, certo a chi come al tandem di geni che la crisi non la vedono neanche di striscio non gliene può fregare di meno, ma avranno mai pensato questi due pigliainbocca che la moneta è fatta per il popolo e non il popolo per la moneta che cazzo, la gente crepa e questi hanno ancora il coraggio di dire “se un paese non rispetta gli obiettivi sui conti pubblici, la nuova legge finanziaria non sarà scritta dal governo di quel paese, ma dalla commissione”: ma andate a sodomizzarvi a vicenza voi e il vostro regime del cazzo, tra l’altro, come fosse una novità: la quasi totalità delle leggi italiane degli ultimi dieci anni sono praticamente degli adeguamenti ai desiderata della commissione, organo che oramai sanno anche i muli essere non eletto ma nominato, intellighenzia di tecnocrati che amministrano secondo il modello platonico la nuova repubblica europea, con tanto di eurogendorf in arrivo per emulare la classe di guerrieri del buon platone, Sì, ma platone aveva a cuore le sorti del popolo, questi qua, vedi attali, dichiarano “ma credete che l’euro sia stato fatto per la plebaglia europea?”, Già, quinto e ultimo: i compiti a casa dobbiamo continuare a farli, non solo quando lo spread sale, E’ già, hanno proprio ragioni queste due puttane di regime, di fatto, l’aver fatto i compiti a casa, leggasi austerità, ci ha portato a uno spread che sale come un palo in culo, Prima o poi dovrà crollare questo sistema di menzogne raccontato giorno dopo giorno ai cittadini, Prima o poi la storia istituirà la sua norimberga per tutti i complici di questa merda, e sul tandem succhiacazzi cadrà la scure del giudizio, Che t’aspetti dai due autori del libro “il liberismo è di sinistra” il cui nome è tutto un programma: questi due concludono l’editoriale con il tempo sta per scadere. Come scrisse Rudi Dornbusch, uno degli economisti più lucidi del Novecento: «Le crisi spesso durano molto più a lungo di quanto si pensi. Ma poi svoltano e si avvitano in un baleno. Ci vogliono dei mesi, ma poi basta una notte», Che è come dire: cari idioti, vi diamo un contentino, un barlume di luce in fondo al tunnel, giusto una piccola speranza che i vostri sforzi non sono vani, così continuerete a fare sacrifici senza piagnucolare, poveri idioti…

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