Allora perottoni, altro che festa del lavoro, qui il il primo maggio si va tutti a denunziare il presidente, Porco il clero, ‘sto giro oltre alla faccia della creatura ci metto pure il culo, Allora è fatta, anche perché festeggiare il lavoro di questi tempi sarebbe come promettere un succhione a un impotente, E perché non il 25 aprile, E perché non puoi fare come tutti gli altri, Perché è da quando ho letto della musu che aspetto il cazzo di 25 aprile, In effetti come simbologia è certo più appropriata… allora, ci si trova per un preprandiale dagli sbirri per festeggiare la vecchia cacciata del nazifascista, Sì, meglio in caserma che in questura, mi piscio sempre dal ridere quando imbatto nella profonda ignoranza della nostra lingua che solo un carabiniere può vantare, Sicuro che poi non ci vengono a pigliare per la collottola, Cos’è, dal pisciarsi dal ridere a pisciarsi sotto, che cazzo vuoi che succeda, usa quel tocco di cervello che ancora non gira a vuoto: se così fosse l’evento godrebbe di una pubblicità allucinante, una sponsorizzazione gratuita che non gli converrebbe per un cazzo, Mi hai convinto, vengo con te ad allargargli l’ano al napolitano per infilargli su per il deretano tanto a lui quanto al primo ministro tutte le cartacce che occorrono per rammetargli quella coscienza che s’è venduto alla goldman, Sì, va bene, ma non parlare come un complottista decerebrato, qui non è una questione di cazzo di community, di essere bravi e intrepidi e farsi i pompini a vicenda contro le banche brutte e cattive, né tantomeno una questione di convenienza, E allora di che si tratta, dimmelo tu profeta di te stesso, E’ una questione di giusto, Ah già, ora mi sovviene tutta la menata dell’altra volta sulla letteratura che è giusta, Ecco bravo, così posso risparmiarmela stavolta, Si, però non è che ti puoi affossare ancora in quella trincea, Di che cazzo parli, proprio non ti entra in testa: una cosa è quello che è giusto fare, un’altra è quello che conviene, una cosa è il giusto, un’altra è il conveniente, O raddrizzatorti, non starò lì a farti da sancio panza, Caro, sai perfettamente che alle noie delle creature preferisco il tedio del mio scrivere e del creato a ragione o a torto me ne curo poco, ma come si dice in questi casi, permettimi l’ennesimo francesismo, mi sono rotto i coglioni.

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