riprende in mano il buon aristotele rileggendosi per l’ennesima volta l’etica a nicomaco e il discorso è sempre lo stesso, la scelta così come noi l’intendiamo è una volontà deliberata, il risultato di una differenza specifica, la deliberazione, all’interno d’un genere, il volontario. già, ne sapeva delle belle il buon aristotele, neanche se il processo di decisione fosse una cosa incontaminata, asettica. fare valere una siffatta logica della scelta funziona forse per decidere quale barattolo di fagioli scegliere tra due marche differenti, quale camicia indossare in un’occasione piuttosto che in un’altra, ma certo non funziona quando in ballo ci sono delle questioni che ci coinvolgono emotivamente, quando uno deve scegliere tra due istanze ugualmente orrende, o tra due futuri ugualmente terribili. è chiaro che la ragione arriva fino a un certo punto, dopodiché è la rabbia a scegliere, sono la paura, la tristezza e la gioia, la sorpresa e l’attesa, il disgusto e l’accettazione. la lust for life cantata dall’iguana iggy, l’heroin cantata dal lurido lou. la rabbia per avere sentito il peso della colpa sulle sole sue spalle, la paura di questa cosa, la tristezza per avere scoperto un lato debosciato nella persona che aveva amato, il disgusto provato e l’incapacità di accettare tutto questo, di mandarlo giù tutto d’un fiato e allora pronti via, tre anni or sono giorno più giorno meno aveva chiamato la sua ginecologa sul cellulare privato dicendole ch’erano pur passati venticinque giorni da una piccola perdita che però l’ultimo ciclo era arrivato altri ventotto prima dei venticinque e allora pronti via, test del beta hcg il lunedì mattina il risultato martedì per pranzo, pomeriggio tardo finalmente dalla ginecologa che all’epoca l’ufficio era nel borgo di quella santa che a sette anni fece voto di castità, e non c’è verso, bisogna fare il certificato e poi aspettar la famosa settimana ma che lei in quanto obbiettrice non l’avrebbe mai fatto perciò pronti via, ecco la lista delle cliniche dove puoi fare l’intervento e tanti saluti e baci, il consultorio è aperto ovviamente solo al martedì pomeriggio perciò tanto vale prendere appuntamento per la settimana seguente nonostante la faccia severa della cretina all’accettazione, andare dritta dal medico di base che quel brav’uomo le aveva offerto tutto il sostegno e una sporta di fiori di bach verso i quali lui, il suo ragazzo, adepto dell’occidente e bramosa di giurare fedeltà a ippocrate, era stato molto critico, molto critico, una settimana del cazzo ed eccoci all’ultimo piano in attesa per l’udienza e via di radio maria a bomba con discorsi precotti del papa mandati ad hoc come variazioni sul tema, una mezzora in sala d’aspetto da sola da girarci i pollici e i coglioni e poi questo medico dal piglio serioso che dopo aver appurato in tre salse i motivi della scelta attacca a snocciolare una mezza carriola di possibilità alternative, sostegno, adozione, farsi una tessera di cl, produrre, consumare, crepare. e mai che le abbia dato per mezzo secondo l’idea d’essere comprensivo quel vecchio bastardo, dopo la visita alla zona interessata le aveva chiesto il certificato e pronti via eccole tutti gli autografi del caso e pronti via, giro di telefonate e prima della pasqua aveva trovato posto in una clinica privata del capoluogo, in quell’occasione l’aveva voluto vicino perché pareva che mostrare a lui la cosa avrebbe reso più agile una separazione consensuale, alle otto del mattino le peggio cere di rumeni papponi s’era aspettata un’altra ora in sala d’attesa nell’andirivieni di suore che neanche una giostra montata apposta per farti sentire una puttana bella e buona, il sessantenne in camice che l’avrebbe operata fino all’ultimo aveva tentato di farle cambiare idea ma non perché gliene fosse importato qualcosa di lei, col cazzo, non gliene importava un cazzo di lei perché altrimenti sarebbe stato certo più carino e premuroso, col cazzo, aveva cercato fino all’ultimo di farle cambiare idea perché è così che si fa, un dogma di merda, vaffanculo la scelta deliberata, vaffanculo il genere e la differenza specifica.

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