massi’ massi’, innanzitutto e’ l’esser carne rattrappita in un fagotto dentro a pelle attillata tanto quanto una vescica. e perlopiu’ e’ la gelatina di pensieri in senso stretto se per via della testina tutto il mondo e’ in un vasetto.

     cosi’, di primo acchito e’ l’esser li’ a leccare il dito poi il ritrarsi di stecchetto nell’armadio o sotto al letto se chissa’ che il dito stesso non s’infili la’ di dietro. oh! stupro matto e disperatissimo! denudamento che lascia trasparire solo ossa troppo secche, senza sale in zucca eppur col pepe al culo!

     eeeeeeeeeeeeeeee

giro giro tondo

cacca il mondo

cacca la terra

e tutti giu’ per terra

     massi’ massi’, qui e’ il frignare giusto per non saper che fare, un non esser piu’ grande senz’esser piu’ piccolo ne’ uno senz’esser tutto. o molto, il che non ne altera il concetto.

     cosi’, belcoglione piu’ che bianconiglio e sbregato piu’ che stregatto e’ un seguire i dettami del re di cuori percio’, pur nel coprirsi di bugne ogni non compleanno, si comincia dall’inizio e fino alla fine si tira un dritto.

“le merevoglie”, zonazero, 2004

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