c’è da prendere un aereo, non c’è cazzo, c’è da prendere un aereo, occorre buttare su il primo capitolo di quello nuovo, sì, bravo, ma il primo capitolo è una bozza della quale, lo sai, non rimarrà neanche mezza parola, non ti ricordi quanto è rimasto di quelli dei vecchi lavori, tranne quello di album bianco forse? sì, ma stavolta me ne fotto, io lo metto comunque e fanculo, c’è da prendere un aereo del cazzo e io lo metto e punto. male che vada diranno che il perottoni non è uno che scrive ma che riscrive, e allora, mica si ruba un cazzo a nessuno, correggere se stessi non è un reato e la pratica rende perfetti, lo sanno tutti, e poi questo è diverso cazzo, il commento di chi l’ha letto è stato buono buono buono, non c’entra un cazzo col delirio delle merevoglie o coi garbugli di album bianco, questo è una storia del cazzo dove fila tutto liscio, e comunque non è che si butta giù la prima stesura all’acqua di rose e poi ci si mette mano per rendere il tutto eccentrico, poetico perché criptico, chi pensa questo è un coglione che non hai mai scritto un rigo, le merevoglie sono nate malate, lo spocchio è nato sconnesso, album bianco è nato didascalico e nel contempo iperbolico! c’è da prendere un aereo, non c’è cazzo, ma il libro nero è tranquillo, mordo la lingua per tenerla a bada mentre lo scrivo, è la storia di un uomo che uccide un altro uomo e se ci sarà da cambiare il primo capitolo pace, se ci sarà da metterci mano o metterlo come terzo fanculo, lo prenderanno e ne mangeranno come si fa con un racconto…

il libro nero, capitolo I

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